Il termine Bonsai significa “albero in vaso”, è un’arte nata in Cina almeno mille anni prima di Cristo, nel XI secolo viene importato in Giappone da alcuni monaci buddisti dove assume il suo aspetto più artistico, inizia così ad essere sempre più diffuso fino ad arrivare in Europa verso la fine del 1800.

 

L’arte Bonsai consiste appunto nel coltivare un albero in miniatura in un contenitore, secondo alcuni canoni e regole frutto di un'antica esperienza orientale, basata su tecniche colturali raffinate, tramandate da varie generazioni di grandi maestri.

Da sempre il Bonsai è circondato da un’aurea di misticismo derivante dalle filosofie Zen, nelle quali l'obiettivo è raggiungere, attraverso l'esercizio spirituale, l'armonia uomo-natura.


Parte integrante della coltura bonsai sono elementi quali vasi, tavolini da esposizione, i kake-mono (rotoli di carta di riso, pergamene o tele dipinti e stampe giapponesi) da affiancare alla pianta, i suiseki (pietre da osservare) e i Kusamono le erba da compagnia.

 


La storia

Per ritrovare le prime tracce di alberi coltivati in contenitori si deve risalire alla dinastia Tsin-Chin (265-420 d.C.) in Cina dove erano noti col nome di Haci-uè e in seguito Hacinoki, il nome Bonsai compare in Giappone durante l’epoca Meiji (1868-1912).

Inizialmente in Giappone era un hobby riservato alle alte sfere sociali, ed era parte integrante delle vie dello Zen insieme alla cerimonia del Cha (Tè verde), all’ikebana, alle arti marziali, al teatro Noh, alla poesia Haiku e alla musica tradizionale; le prime tracce di arte Bonsai in Giappone risalgono al periodo Heian, nel 1195 d.C., come testimonia una pergamena, dei monaci buddisti importarono l'arte del Bonsai in Giappone, patria dei futuri maestri; alcuni documenti ufficiali di questa epoca consistono in pergamene in cui si vedono raffigurate delle piante in miniatura.

Al periodo Muromachi (1392-1573), risale la rappresentazione di una storia del Teatro Noh: nel testo, "Hachino-ki", "albero nel contenitore", scritto dall'autore Seami, si narra di un samurai molto povero, un tempo agiato, che dà rifugio in una notte di rigido inverno a un mendicante; per scaldarlo sacrifica tre bonsai facendo un falò, in realtà il mendicante è un reggente in incognito dello Shogun, che darà il giusto riconoscimento al generoso Samurai una volta rientrato a palazzo.
Nel periodo Edo (1603-1868), epoca di passaggio dalla società feudale a quella moderna. Negli stessi secoli il governo oligarchico chiude il Giappone in sé stesso negando relazioni con l’estero. La legge vieta ai borghesi di possedere grandi giardini eperciò l'arte del Bonsai si diffonde capillarmente.

A partire dall’epoca Ten Mei (1781-1788) si cominciò a tenere a Kyoto una mostra annuale di Bonsai di conifere.


L’isolamento del Giappone dal resto del mondo, causa un temporaneo arresto nello sviluppo dell’arte Bonsai, che rinasce però dopo la rivoluzione del periodo Meiji (1868-1912), che segna nuovi aspetti dell’arte codificandone gli stili, introducendo vasi bassi e di pregiato valore artistico fino al 1900, anno in cui vengono stabiliti canoni precisi per l’esposizione dei Bonsai, da allora in Giappone sono nate numerose associazioni e mostre, e rimane ancor oggi il punto di riferimento per questa forma di arte.

In Europa l'arte del Bonsai viene importata nel 1853, ma l’interesse per questa forma d’arte cresce intorno agli anni 60.

 

Gli stili

Il Bonsai, come forma d’arte della cultura giapponese, può rappresentare una vera e propria simbologia che si esprime attraverso gli stili classici, a cui si rifanno la maggior parte dei Bonsai.

Di seguito troverete una breve descrizione dei suddetti stili.

Chokkan – Eretto formale

Questo stile è sicuramente il più rigido ed inflessibile per quel che riguarda le regole di coltivazione, esso presenta un tronco perpendicolare al suolo, dritto e verticale, con una buona conicità verso l'alto, la posizione e la distribuzione dei rami deve essere regolare ed armoniosa. Il primo ramo deve essere a circa due terzi dell’altezza totale dell’albero e gli altri si fanno via via più fitti man mano che ci si avvicina all’apice.

Moyogi – Eretto informale o eretto casuale

Questo stile è adatto a quasi tutte le essenze utilizzate nel mondo Bonsai, il Moyogi ha un tronco robusto dall’andamento sinuoso a volte gentile altre volte severo e deciso, con un buon nebari (radici visibili). I rami più bassi sono i più robusti e si assottigliano man mano che si procede verso l’apice dell’albero, così come gli spazi tra di essi.

Shakan – Inclinato

Uno Shakan presenta un fusto inclinato da un unico lato di circa 30°, i rami dalla parte dell’angolo ottuso saranno più lunghi e più inclinati verso il basso di quelli dal lato acuto per creare un bilanciamento delle forme. Lo stesso discorso vale per le radici, dalla parte dell’angolo ottuso saranno più prominenti e compresse, mentre dall’atro lato saranno in tensione. L'apice dell'albero non tornerà mai ad essere perpendicolare alla sua base.

Fukinagoshi – Battuto dal vento

Molto simile allo stile inclinato, nel Fukinagoshi i rami si spostano da un solo lato, simulando l'azione del vento.

Le conifere sono particolarmente adatte a realizzare questo stile.

Kengai – Cascata

Questo stile simula una pianta che vive aggrappata ad un dirupo, dove tende naturalmente a spingersi verso il basso, il tronco si piega subito dopo il nefari e spesso l’apice giunge più in basso della base del vaso.


I vasi adatti a queste forme sono piuttosto alti, così che la pianta possa cadere liberamente senza toccare il piano d'appoggio, nel caso di apice più basso della base si deve posizionare il vaso su un tavolino o in un angolo.

Han – Kengai - Semicascata o Prostrato

Questo stile è molto simile a quello "a cascata", ma con un andamento più dolce e meno drammatrico; si adatta a vasi medio profondi, il tronco non si curva immediatamente ma dopo un primo tratto, l'apice si sposta verso la parte esterna del bonsai.

Saikei – Paesaggio in miniatura

Nello stile Saikei si utilizzano diversi elementi quali rocce, piante e muschio, per ricostruire un piccolo paesaggio.

Per questo stile si consigliano lastre di roccia oppure vasi a forma di vassoio molto bassi.

Ishitzuki – Alberi su roccia

In questo stile, le radici dell'albero si aggrappano ad una roccia, per penetrare poi nel terreno, stanno quindi quasi a cavallo della roccia stessa. La roccia, preferibilmente di natura porosa, deve essere selezionata con cura, essendo parte integrante dell’opera.

Sokan – Doppio Tronco

Nello stile Sokan, si ha un albero formata da due tronchi che partono dallo stesso punto con una biforcazione, si ha sempre un tronco principale più alto e robusto ed uno secondario più piccolo. I rami si sviluppano esternamente ai due tronchi per avere una concentrazione invece molto rada nella parte interna. La chioma deve presentare forma e andamento triangolare, come se i due tronchi fossero un’unica pianta.

Yose-ue – Boschetto

Per lo stile a boschetto, si utilizzano piante di diversa taglia per dare un senso di movimento e profondità; devono essere in numero dispari e vanno disposte su lastre di roccia in modo da lasciare le piante grandi in primo piano e quelle piccole dietro e sui fianchi.

Ne-Tsuranari – Ceppaia o Zattera

Nello stile Ne-Tsuranari la crescita delle piante proviene da un' unica zolla radicale.

Anche se sono presenti molti tronchi, globalmente la chioma deve presentare forma e andamento come se fosse un’unica pianta.

Anche per questo stile si suggerisce l’impiego di vasi molto bassi o lastre di roccia.

Bunjin – Letterato

Lo stile Bunjin, si caratterizza per l’assoluta purezza e sobrietà della forma, slanciata e minimalista, con pochi rami spogli ma dall’andamento particolarmente interessante.

Per la sistemazione della pianta si dovrebbero prediligere vasi molto piccoli, rotondi o esagonali

Hokidachi – Scopa rovesciata

È lo stile che più richiama l’immagine comune di albero per gli occidentali, si tratta di forme dal tronco dritto e ben saldo, con un evidente nebari ed una chioma che si sviluppa in ogni direzione con una fitta trama di rami.

 

Le Tecniche di coltivazione

Impostazione

Coltivare un Bonsai richiede una miscela di tecnica colturale e senso dell’arte.

Una discreta conoscenza delle tecniche di base, unita ad una buona dose di pazienza ed esperienza sono la base di ogni buon Bonsaista.

Se si acquistano bonsai in centri specializzati, essi avranno già un'adeguata proporzione del tronco e adeguata ramificazione. In questi casi non si può parlare di impostazione della pianta, ma di semplice manutenzione.

Se invece si desidera acquistare una pianta in vivaio per avere il piacere di crescerla e personalizzarla, sono necessarie alcune operazioni di cui daremo qui di seguito alcuni accenni:

Nella scelta di un albero è importante valutare alcune parti dell'albero: il nebari, ovvero le radici alla base del tronco, devono essere il più possibile evidenti e disposte a raggiera attorno alla base del tronco, il movimento e lo spessore del tronco a cui poi si adatterà lo stile, la conicità della pianta, l’assenza di cicatrici troppo evidenti o di tracce di capitozzatura; la disposizione dei rami che deve essere fitta e ramificata.
L'albero và osservato attentamente da tutte le angolazioni per la scelta del fronte, ovvero il lato da cui la pianta andrà osservata. La prima operazione sarà quindi quella di selezione dei rami.

Per effettuare la selezione dei rami, si deve aver ben chiara la forma finale che si desidera ottenere, magari aiutandosi con un disegno o bozzetto, procedendo quindi con attenzione e metodo.
Generalmente, il primo ramo dovrebbe avere il diametro maggiore ed essere il più lungo, gli altri dovrebbero essere decrescenti verso l'apice e disposti a raggiera.

Nell’effettuare la potatura dei rami, vi sono situazioni in cui essi vanno eliminati a priori: se si incrociano o se nascono da uno stesso punto del tronco e se presentano forme sgraziate o sproporzionate.

Si distinguono due tipologie di potatura dei rami:

Potature di formazione: consistono in una notevole riduzione della ramificazione esistente per creare la forma e la proporzione desiderata.

Potature di mantenimento: hanno lo scopo di mantenere la forma data con l'impostazione e nel contempo di stimolare un incremento della ramificazione secondaria.

 

Se si dovesse rendere necessario modificare la direzione di alcuni rami o di parti del tronco si può ricorrere alla piegatura degli stessi attraverso l’applicazione del filo metallico. Si procede applicando del filo di alluminio ramato in spire di 45° e piegando poi i rami nella direzione desiderata, in alcuni casi sarà necessario proteggere il ramo in questione con della rafia il cui scopo è quello di mantenere aderente le parti eventualmente lese ai piani sottostanti, per favorire la riparazione dei tessuti.

Ovviamente sono disponibili diversi diametri di filo a seconda delle dimensioni del ramo interessato dall’operazione.
Un’operazione di mantenimento importante nell’arte Bonsai è il rinvaso.

Il periodico cambio del vaso è un'operazione indispensabile per consentire una rigenerazione dei nutrimenti a disposizione della pianta, ed una regolazione dell’apparato radicale.

La composizione del terriccio utilizzato è molto importante e varia a seconda dell’essenza che deve essere coltivata, si utilizzano sia terriccio universale che akadama e kanuma (argille giapponesi), nonché lapilli e ghiaia di diverse granulometrie.

La miscela di queste componenti porterà alla creazione del terriccio ideale.

Il mantenimento

Il bonsai, richiede particolari attenzioni per migliorare continuamente il suo aspetto, ma anche per mantenere un buon livello di salute. Spesso, i bonsai vengono ricevuti come regalo, e chi lo riceve vuoi perché non ne è appassionato, vuoi per mancanza di tempo e voglia di documentarsi, si limita ad annaffiarli, magari nel modo meno corretto e a fertilizzarli saltuariamente e magari con prodotti poco adatti, senza seguire un preciso schema.

Tutto ciò porterà ad avere piante sempre meno rigogliose, e purtroppo in alcuni casi anche al perimento della stessa.

Di seguito vi forniamo una breve indicazione delle operazioni di mantenimento.

Innaffiatura

L'innaffiatura è un’operazione indispensabile, la cui mancanza provoca un danno piuttosto visibile e rapido alla pianta con l’avvizzimento fogliare e di seguito dei rami più giovani, fino ad un progressivo disseccamento degli stessi se lo stato di carenza persiste al ungo.

L'eccesso di zelo nelle annaffiature d’altra parte, può portare ed effetti quali il marciume radicale ed il conseguente decesso della pianta.

La quantità d'acqua da utilizzare e le modalità di somministrazione dipendono dalla stagione, dall’essenza e dalle dimensione del vaso.

Una regola generale, è quella di spettare che il terriccio si asciughi completamente tra una annaffiatura e l'altra, questo non è però applicabile alle specie tropicali (ad ee: ficus) per le quali è suggeribile mantenere un’umidità costante.

Durante la stagione estiva, è suggeribile procedere all’irrigazione nelle ore serali, per evitare un surriscaldamento dell’acqua a contatto con le radici, mentre in inverno è consigliabile procedere nelle prime ore del mattino perché all’imbrunire l'abbassamento della temperatura farebbe gelare l'acqua.

 

Fertilizzazione

La fertilizzazione è importante tanto quanto l’annaffiatura, è infatti tramite questa tecnica che forniamo alla pianta buona parte delle sostanze nutritive di cui ha bisogno, dato che le dimensioni ridotte del vaso consentono la presenza di un quantitativo limitato di terriccio

Di seguito diamo una breve indicazione delle proprietà di alcuni elementi, ricordando che esistono concimi con elementi combinati (as es: NPK) liquidi da diluire oppure concimi organici bilanciati sotto forma di cubetti, ottimi da inserire nel terriccio per affrontare l’inverno, il concime organico si scioglie con le annaffiature rilasciando gradualmente le sostanze nutritive, è il più consigliabile a tutti i neofiti.

Azoto (N): stimola la crescita e la colorazione verde del fogliame.

Fosforo (P):favorisce la crescita della vegetazione e dell'apparato radicale.

Potassio (K): permette la fotosintesi ed incrementa la resistenza agli attacchi di parassiti.

Calcio (Ca): regola la permeabilità delle membrane cellulari ed il Ph.

Magnesio (Mg): permette la fotosintesi e funge da regolarizzatore degli acidi.

 

Esposizione

Il Bonsai si divide in due Macrocategorie: i Bonsai da interno ed i Bonsai da esterno.

I Bonsai da interno sono costituiti essenzialmente dalle specie tropicali, devono passare l’inverno in caso o comunque al riparo per poi essere portate all’esterno in primavera.

I Bonsai da esterno sono la specie più diffusa e comprende tutte le essenze indigene o no che normalmente si trovano in natura. Questi bonsai devono sempre stare all’esterno anche durante l’inverno, alcune essenze andranno riparate, altre no.

Si possono portare in casa alcune ore per goderne appieno della vista, magari in occasione di visite di amici, ma vanno popi riportati all’esterno.


La luce è un fattore indispensabile per una corretta crescita: i bonsai necessitano costantemente di luce, durante le ore più calde dell’estate di deve evitare l’esposizione diretta al sole per evitare bruciature per cui è preferibile esporli in mezza ombra, oppure posizionarli in una zona ad est in cui ricevono solo la luce diretta al mattino. È buona norma ruotare periodicamente il vaso per esporre tutto il bonsai alla luce.

Il vento è un altro fattore necessario per la vita di un bonsai esso infatti contribuisce a mantenere lontane malattie, parassiti e polvere.


Patologie

I Bonsai sono soggetti ad una serie di patologie causate da microrganismi. L’argomento è molto vasto e non è possibile trattarlo esaustivamente in poche righe, di seguito daremo solo alcune indicazioni di massima sui parassiti animali:
Afide: Attacca soprattutto le caducifoglie ( Acero, Melo, ecc... ) e si nutre della linfa dalla pianta. Si manifesta normalmente in primavera sui rami più giovani, il risultato di un attacco da parte degli afidi è un indebolimento progressivo della pianta. Si consiglia di utilizzare i normali antiparassitari specifici reperibili in commercio.

Cocciniglia: Parassita molto piccolo, difficilmente visibile a occhio nudo, si presenta come un puntino marrone o nero di circa tre mm di diametro. E' molto dannosa per la pianta. Rimuoverlo manualmente o utilizzare i normali antiparassitari specifici reperibili in commercio.

Ragnetto Rosso: anch’esso difficile da notare per via delle dimensioni. Si annida prevalentemente sulla pagina inferiore delle foglie dove si nutre succhiandone la linfa. Si consiglia di utilizzare i normali antiparassitari specifici reperibili in commercio.


I Vasi per Bonsai

Il vaso riveste notevole importanza nell’arte Bonsai, è un po’ come la cornice per un quadro, esso valorizza la pianta e ne esalta le caratteristiche.
In Giappone esistono molti tipi di vasi che differiscono per forma e colore: i vasi più utilizzati sono quelli di forma ovale, perché molto versatili, mentre quelli rettangolari sono più formali.

In Oriente il culto del vaso ha origini antichissime e la sua produzione è considerata una vera e propria arte; alcuni pezzi unici creati a mano dai grandi maestri vasai sono di gran pregio e vengono sovente esposti in mostre assieme ai Bonsai.

Modelli di vasi

Vasi in Gres : prodotto ad elevate temperature (1200°C circa) si ottiene un alto grado di vetrificazione in prossimità della superficie del vaso, il tutto fornisce una buona qualità in termini di porosità e resistenza. Può essere smaltato, colorato in maniera vivace o con colori pastello oppure grezzi.

Vaso in Ceramica: la produzione avviene a temperatura inferiore rispetto ai vasi in gres, ottenendo vasi più porosi ma meno resistenti. Anche a seguito del processo di produzione, sono mediamente più economici dei vasi in gres.

Vaso in plastica: estrememente economici, non sono considerati veri e propri vasi Bonsai, vengono infatti definiti “vasi da coltivazione” e si utilizzano per rinvigorire la pianta.

Pietra di luna: Vaso dalla forma che richiama una mezzaluna, realizzata con argilla o materiali di sintesi, si adatta particolarmente a stili come Shakan e Fukinagoshi.

Esistono diverse forme di vasi, le più comuni sono: rettangolare, rettangolare con angoli arrotondati, esagonali, ottagonali, ovali e bassi, rotondi, alti e stretti, ognuno adatto ad uno o più stili. La pianta non deve essere collocata nel centro del vaso, ma leggermente di lato e indietro rispetto al fronte, inoltre la larghezza del vaso dovrebbe essere circa 2/3 dell’altezza della pianta e la sua profondità circa uguale allo spessore della base del tronco.

 

Tavolini da esposizione

Il bonsai, in occasione di mostre, o semplicemente per realizzare un Tokonoma (angolo espositivo) va collocato su un tavolino. Esso può essere realizzato in diverse forme e dimensioni dal modello semplice e lineare a quello elaborato ed arricchito con intarsi.
Spesso sono realizzati con essenze pregiate come l'ebano, il noce, la rosa, il rovere, e la radica.

A volte per l’esposizioni si realizzano veri e proprie espositori multipli, delle specie di bacheche raffinate a più ripiani per ospitare Bonsai, Kusamono e Suiseki.

Non è inusuale notare bonsai accompagnati da sculture in giada, legno o ceramica rappresentanti animali, personaggi dell’antica tradizione Giapponese o vecchi saggi Cinesi.


Attrezzi per la coltivazione

La lavorazione di un bonsai richiede un'attrezzatura idonea in quanto ogni singolo attrezzo ha una sua ben precisa funzione, esiste un attrezzo adatto ad ogni singola operazione della coltivazione Bonsai.

Tuttavia, dato l’elevato costo dell’attrezzatura, si suggerisce di acquistare solo alcuni strumenti specifici, mente molti possono essere sostituiti da attrezzi generici reperibili in qualunque Garden Center.

Lo strumento fondamentale per la coltivazione Bonsai è il tronchese concavo che permette l’asportazione di rami creando un taglio “a goccia” che favorisce una rapida rimarginazione delle ferite senza lasciare tracce.

Sul mercato si possono trovare attrezzi Giapponesi o Cinesi, i migliori sono ovviamente i Giapponesi, caratterizzati da un'alta precisione di taglio e da maggiore durata.

 

I principali attrezzi sono:

· Forbice per radici: forbici robuste per la potature delle radici, con ampia impugnatura per facilitarne l’utilizzo;

· Forbice per rami sottili: forbici con manici lunghi che permettono di eliminare i rametti anche nei punti più difficili da raggiungere;

· Tronchese a taglio concavo: permette l’asportazione di rami creando un taglio “a goccia” che favorisce una rapida rimarginazione delle ferite senza lasciare tracce;

· Tronchese a taglio sferico: molto simile al tronchese concavo, produce però un taglio sferico, ed è l’ideale per recidere i rami alla base;

· Tronchese per il filo: indispensabile per rimuovere il filo metallico;

· Seghetto: per effettuare tagli di una certa entità o capitozzature;

· Filo in alluminio ramato: si utilizza per avvolgere i rami che si desidera modellare;

· Bastoncino: utile durante i rinvasi per districare le radici e per far penetrare il terriccio all'interno delle radici durante il rinvaso.

· Tavolo girevole: permette l'osservazione di un Bonsai da qualsiasi lato per una facilitarne la lavorazione;

· Leve e martinetti: utili per piegare rami di una certa consistenza e tronchi che non sarebbe possibile piegare mediante il filo metallico

 

A cura di
Gianluca Cremonesi