COME COMPORTARSI



A tavola:
- Non passare il cibo con le bacchette ("hashi") ad un altro commensale
- Non conficcare le bacchette  nel cibo e non leccarle
- Non indicare con le bacchette le persone
- Usa la parte contrapposta a quella che metti in bocca delle bacchette per
  prendere del cibo da un commensale
- Non mettere niente nel gohan, (riso bianco) come burro, ketchup, salse in
  genere, lo so che risulterebbe più appetitoso, ma farebbe inorridire chi ti ospita
- Quando si mangia il riso o si beve la minestra occorre sollevare la ciotola al
  petto (come nei cartoni animati !)
- Potete fare rumore quando mangiate per esempio una minestra significa
  che ve la state gustando !


Parlare:
- Se non conosci bene una persona chiamala con il suo cognome con di seguito   
  il suffisso "-san" a meno che non sia questa persona a dirti di chiamarlo con
  li suo primo nome (es. Minamoto-san)
- Quando presenti un componente della tua famiglia a qualcuno non aggiunge
  re al suo nome il suffisso "-san"
- Non abbracciare un giapponese quando lo incontri a meno che tu non lo co
  nosca veramente bene


Regali:
- Non fare regali troppo costosi, in quanto richiederebbe un contraccambio
  di ugual misura da parte del ricevente
- Regala suovenirs del tuo paese o di luoghi appena visitati, o ancora meglio
  cibo caratteristico od oggetti utili
- Se vai ad abitare in Giappone, appena incontri i tuoi nuovi vicini di casa fai
  loro un piccolo regalo per presentarti

 

 



Cerimonia del tè


"Tutte le persone sono uguali nella stanza del tè" è un assioma fondamentale, una regola che si riflette anche nell'aspetto della casa da tè. Per esempio, la porta è così piccola che tutti gli ospiti si devono inchinare allo stesso modo per entrare. Inoltre i discorsi futili sono banditi e tutti quegli oggetti che indicano la propria condizione sociale ed economica, orologi, borse, gioielli e perfino fedi nuziali, vanno lasciati fuori dalla stanza. Tutto ciò mira a creare un'atmosfera di armonia, di rispetto, di purezza. Quello che fa della cerimonia del tè qualcosa di così complesso di così difficile da definire è che il "vero Tè" è soprattutto uno stato d'animo. Quello che conta non è certo preparare una ciotola di tè, ma farlo nella giusta predisposizione di spirito. Il raggiungimento di questo risultato è un impegno che dura tutta la vita. Con un  cuore puro e propositi benevoli, il padrone di casa fa di tutto per trattare premurosamente e fare sentire a proprio agio gli invitati, che ricambiano gentilmente la sua attenzione. Per creare un'atmosfera in cui ci si senta a proprio agio occorre innanzi tutto evitare ogni motivo di imbarazzo, esigenza che ha influenzato le caratteristiche dell'ambiente in cui si svolge la cerimonia. Questo è uno dei motivi per cui ci si sottopone ad anni di allenamento per eseguire i movimenti in maniera del tutto naturale, di modo che la mente possa essere pronta all'improvvisazione creativa e ogni cosa appaia immediata e spontanea. Solo così sarà possibile che l'invitato non si senta in debito e a disagio.